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Paolo M.

UN VENTO CALDO DI FINE AGOSTO
 
di Spampatti Paolo

 
Un vento caldo di fine agosto è un vento che riesce ad abbattere le barriere di un bambino balbuziente, barriere create per proteggersi da chi preferisce il rumore assordante di mille parole al silenzio e alle pause di un parlato imperfetto, da chi non sa cogliere l’originalità di una persona soltanto perché celata da un piccolo difetto. È un vento che alimenta una passione, quella per la musica, compagna fedele, che quel bambino lo prende per mano aiutandolo a diventare adulto e a trasformare le sue fragilità in punti di forza. È un vento d’amore, quello vero, che riempie il cuore di infinita felicità ma riesce anche a confondere, a rendere insicuri fino a indurre a rovinare quel sentimento, forse perché non ci si ritiene degni di viverlo o semplicemente perché, a volte, prevale la paura di fronte all’irruenza delle emozioni. È un vento di un sogno che si realizza e che, all’improvviso, fa aprire le tende di un palcoscenico dove si accendono le luci del successo, le luci del riscatto per tutto il tempo trascorso nell’ombra della solitudine. Ma è anche un vento che, da un momento all’altro, spazza via ogni certezza e trascina giù, verso quell’abisso che si credeva così lontano. In fondo, Un vento caldo di fine agosto è un vento di vita, quella vita che ciascuno di noi può raccontare se solo trova il coraggio di guardarsi dentro. Paolo, questo coraggio l’ha trovato e, attraverso il suo racconto, ha voluto regalare alcuni attimi della sua vita a chi avrà il piacere di leggerla… la vita è fatta di salite faticose, traguardi raggiunti, occasioni perse, battaglie vinte… la vita è cammino, scoperta, sbaglio ma non condanna. Ogni altra vita che si incontra ha sempre il potere di insegnarci qualcosa, dobbiamo solo essere capaci di fermarci un attimo, di uscire da noi stessi ma, soprattutto, di liberarci dai nostri stereotipi e dalla facilità con cui oggi esprimiamo giudizi. Sono questi ultimi a non consentirci di porci in una reale condizione di ascolto. Quando arriva un bambino (ma può essere anche un adulto) che dice qualcosa che ci sembra uno sbaglio, spesso rischiamo di non stare neanche ad ascoltarlo perché sappiamo già tutto di quel che dobbiamo dire. Ben diverso è invece l’atteggiamento di chi cerca di capire, di perfezionare il proprio ascolto e i modi del proprio ascolto a partire da quell’elemento che non appartiene al quadro dei riferimenti che aveva in testa fino a quel momento. 1 Spesso le nostre posizioni non ci permettono di ascoltare realmente e di considerare quegli aspetti della complicità che sono già una risorsa per il semplice fatto di stare partecipando allo stesso gioco del capire il punto di vista dell’altro, oltre a quella soglia di irrealtà, di conformismo, di risposta corretta che fa da velo al comprendere. Infine, credo che saper ascoltare la vita di qualcuno sia un modo per arricchire un po’ anche la nostra.