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Le gabbie sociali della globalizzazione


 
di Leone Dario

 

La completa scomparsa della dimensione collettiva, il distacco del potere dalla politica ed il trionfo del libero mercato sono alcune delle caratteristiche del nuovo e trionfante Capitalismo globalizzato. Non c’è più un ponte che ci consente di costruire il passaggio che porta i problemi personali a trasformarsi in problemi pubblici e l’unione tra gli individui è momentanea, fragile e rapidamente deteriorabile.

L’uomo della globalizzazione vive in uno stato di negazione del futuro ed incertezza del presente. La sua identità non è mai completa e stabile ma è sempre in costante costruzione. L’angoscia, l’ansia e la paura sono le sue uniche compagne di esistenza. Sono le “patologie sociali” della postmodernità che piegano l’individuo in una condizione di solitudine profonda. Maggiore è la sua libertà minore è la sua sicurezza. Maggiore è il contatto esterno che cerca, minore sarà la durata di tale contatto.

Non è più un cittadino nella storia della sua Nazione (o della sua comunità) ma un abitante confinato nella sua solitudine in un mondo senza più confini. Il testo analizza questo scenario completamente inedito mai visto prima nella storia dell’umanità, attraverso i contributi analitici dei maggiori pensatori contemporanei per offrire risposte e teorie aperte e risolutive.


 

 
 

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