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Sardegna è Atlantide

AZLAN = IPERBOREA = ATLANTIDE = SARDEGNA = ISOLASACRA
 
di Meloni Eraldo

 

Nel Settembre del 2002, dopo una lunga e travagliata gestazione, durata per ben sei mesi dalla presentazione della bozza, vide la luce il mio libro “Arbus e arburese”. In questo libro sostengo che, a prescindere dalle affermazioni di Platone, gli Arburesi e i Sardi sono gli eredi di Atlantide, continente che, secondo me, corrisponde ad Azae/Azlan/Atzlan/Iperborea/Tolan/Sardegna. Questa affermazione avrei potuto farla già nel 1993, ma non potei per motivi finanziari. Pur conoscendo gli scritti di Platone, non presi in considerazione le colonne d’Ercole, ritenendole di scarsa importanza e comunque non determinanti per l’identificazione di Atlantide. Infatti io ad Atlantide ci sono arrivato anche senza tener conto di queste colonne. Arbus e arburese è un libro pieno di notizie inedite, dal contenuto risultato indigesto a certe persone. Il libro è stato snobbato, salvo però essere stato scopiazzato. Qualcuno, dopo otto anni dall’uscita del mio libro, si è accorto che esiste Azlan/Iperborea/Atlantide, ed ha cercato sfacciatamente di acquisirne la paternità. Però io rivendico di essere stato il primo ad accostare Azlan/Atlantide alla Sardegna: “libro canta”. Fanno anche finta di non aver letto il mio libro! Mentre io sono sicurissimo che questi lo hanno letto e riletto più di una volta. La mia scoperta di Azlan o Atzlan identificata con la Sardegna, non piace agli storici tradizionalisti e agli scienziati istituzionali, in quanto temono che si infranga il castello delle false supposizioni costruito nei millenni. Il mio libro, l’ho ribattezzato il libro proibito, in quanto è stato boicottato. Le ragioni del sabotaggio sono: le scomode verità, l’invidia, l’ignoranza e il tornaconto personale. Il comportamento di certa gente nei miei confronti avrebbe demoralizzato chiunque altro mortale. Io invece continuo, a dispetto di tutti i nemici, a scrivere senza farmi condizionare da nessuno. E faccio come disse Galileo: indagare liberamente e liberamente rispondere. La scienza ufficiale odia chi si permette di mettere in discussione il suo credo scientifico; perciò, sperando di non essere accusato di attentato alla cultura precostituita, continuo imperterrito a scrivere secondo il mio sapere. Le opinioni della scienza ufficiale mi interessano fino ad un certo punto e comunque vengono da me guardate con sospetto, poiché in maggioranza sono faziose e politicizzate, e gli archeologi sempre più spesso tirano fuori le loro teorie in base al loro tornaconto e spesso quello che oggi viene fuori dal mondo arcaico è quello che i potenti vogliono che esca fuori. Andrew Tomas, nel libro I segreti dell’Atlantide scrive: continuiamo a vivere in una società mentalmente condizionata, dove chiunque cerchi di scostarsi dal pensiero ufficiale e dalle mode predominanti è considerato un attentatore alla salute pubblica. Molti però, compreso il sottoscritto, cominciano a pensare con la propria zucca e a dissentire contro gli amuleti del nostro tempo. Questo commento, naturalmente, si riferisce agli scrittori e agli archeologi istituzionali. Essendo io al di fuori di ogni gioco politico scrivo secondo coscienza e senza guardare in faccia nessuno. Motivo per cui potrei avere qualche tirata d’orecchi da qualche giornalista dai cromosomi esotici che ha scritto: la storia contemporanea ci insegna che un uso scorretto dell’informazione archeologica può fornire il pretesto per rivendicazioni di superiorità etnica e culturale e aspirazioni indipendentistiche. Non ha spiegato purtroppo chi dovrebbe sindacare se l’informazione è corretta o non lo è. Mi sembra di aver capito che per lui le informazioni corrette e non contestabili sono quelle che ci vedono sempre sottomessi a popoli stranieri. L’intento di questo libro è fare in modo che qualcuno abbia a ricredersi. La scienza ufficiale non crede che le civiltà del passato abbiano raggiunto il grado di civiltà attuale. Io credo invece che la civiltà del passato abbia raggiunto gradi di sviluppo maggiori all’attuale e in seguito sia ripiombata nella barbarie a causa di grandi stravolgimenti cosmici. Avvenimenti che influenzarono negativamente il progresso dell’umanità del passato. La prova ce la offre Democrito, 460- 361 a.C., quando ci fornisce la descrizione quanto mai esatta della Via Lattea, definendola un’immensa moltitudine di stelle molto lontane disperse nello spazio. Orbene, la nostra conoscenza è arrivata a una conclusione analoga soltanto poco più di duecento anni fa. Chi allora ha trasmesso a Democrito e ai filosofi greci queste informazioni? La mia risposta è: fu il popolo di Azlan/Atlantide/Sardegna.
Orfeo, figlio del Sardus Pater Apollo / Horus / Ar Sardan / Ercole, fu uno degli altri esseri divini provenienti da Azlan / Sardegna / Atlantide che portarono agli antichi greci la luce della cultura. Orfeo era un chiaroveggente, un musicista, un mago e un filosofo e insegnava che la materia era eterna e richiudeva il principio di tutto ciò che esiste. Stupore desta il discorso di Orfeo riguardo agli altri mondi. In riguardo si dice che Orfeo sia stato il primo a prevedere la possibilità di altre forme di vita nell’universo. Ma come avrebbe potuto immaginare questa grandiosa idea di pianeti abitati senza un’eredità culturale trasmessagli dal popolo di Azlan/Atlantide/Iperborea/Sardegna? I quali si stabilirono in Grecia e in Egitto e in altre parti del mondo, portando con se il loro consistente bagaglio di conoscenze. Si tenga presente che in origine i Greci erano detti Danai, nome che deriva da Dan, figlio del Sar(dan)na Giacobbe, figlio di Isacco e Rebecca e nipote di Abramo, originario di Arbus / Iperborea ossia Atzlan / Atlantide / Sardegna. C’è chi sostiene che la belluria sia la rovina della letteratura. Se ciò fosse vero mi riterrei fortunato.

Eraldo Meloni