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Con gli occhi del dopo - Volume 2

LA PENNA PRESTATA
 
di La Rocca Tommaso

 
Tommaso La Rocca, figlio di madre contadina e padre pescatore, è nato a Sperlonga, durante la seconda guerra mondiale (settembre 1943) nella Grotta dell’imperatore romano Tiberio Cesare, precedente dimora del ciclope Polifemo, accecato da Ulisse, raccontato da Omero. La sua famiglia vi si era rifugiata per ripararsi dai bombardamenti dal cielo e dal mare. Sopravvissuto agli stenti della guerra grazie al latte di una capra rubata da suo padre ai Tedeschi, ha vissuto poi in pace nella sobrietà della sua famiglia. Verso la fine della Scuola Elementare, avviato dal padre anzitempo al mestiere di meccanico – fabbro ferraio, ebbe poi, grazie all’intervento del maestro e del parroco del paese, la possibilità di continuare gli studi fino a laurearsi all’Università di Urbino, avviarsi alla carriera di Ricercatore Universitario e diventare poi Professore di Filosofia all’Università di Ferrara. Ha consegnato i risultati delle sue ricerche in riviste scientifiche e in volumi pubblicati, anche in altre lingue, dagli anni Settanta in poi. Dopo i Saggi su Antonio Gramsci (1981), Karl Marx, Engels, Ernst Bloch (1985), il neo-marxismo austriaco (anni ’90), ha dedicato un singolare volume (1988) al leader del movimento radicale della Riforma, Thomas Müntzer, capo della guerra dei contadini tedeschi del XVI secolo, prima amico e poi acerrimo avversario di Lutero. Ultimamente, dopo la pubblicazione de “L’albero della conoscenza del bene e del male. L’etica di Kant” (2009), e dopo aver licenziato per la pubblicazione il volume su “Il Giovane Hegel di Italo Mancini”, una volta andato in pensione, aveva deciso di non parlare più di filosofia nelle Aule e nei Congressi accademici e …nei libri. All’improvviso si è ritrovato a scrivere di narrativa, un libro di racconti, quasi romanzo popolare, “una lunga storia d’amore per la sua amata Sperlonga”, come definito da un giornalista australiano, Pino Lamberti. Ne è uscita fuori l’opera “CON GLI OCCHI DEL DOPO”, il cui primo volume, col sottotitolo “IL FIGLIO DEL PESCATORE SULLE ORME DI ULISSE” è comparso nel 2013 (e giunto alla terza edizione nel 2015) e il secondo vede la luce ora con questa pubblicazione dal sottotitolo LA PENNA PRESTATA, continua a raccontare la medesima storia d’amore arricchita di altri infiniti episodi. Non un libro di storia, quindi, ma di storie di vita vissuta.
 

 

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