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Il fuoco dell'amore


 
di Cirotto Salvatore

 
“Il vigore dei trent’anni di Giovannimaria l’ha investita in pieno, donandole nuova linfa e ristoro, come un’onda lunga, sospinta sulla spiaggia dalla forza del maestrale, impregna, ritirandosi, tutta la marina”.

Opera prima di Salvatore Cirotto, ma come ne avesse scritto altre da autore consumato. “Il fuoco dell’amore” è un bel racconto, piacevolissimo, che si legge tutto d’un fiato. Salvatore Cirotto è nato in Sardegna e non dissimulando le proprie origini manifesta, in questa sua composizione, tutta la passione che nutre per la sua terra sino ad elevarne un inno alle sue antiche tradizioni, ai suoi costumi. Questo breve commento, pertanto, vuole essere un auspicio perché non lasci che questo suo lavoro sia il primo ed anche l’ultimo, ma che riprenda la penna e che dia sfogo alla sua creatività narrativa, sinora tenuta repressa, e che ci racconti non solo della sua Sardegna, ma anche dell’esperienza della sua vita lavorativa trascorsa. Ed avrebbe tanto da raccontare.
Aldo Morelli

Letto, si può dire, tutto d’un fiato. Piacevole, scorrevole, acuta e sensibile l’introspezione dei caratteri e dei sentimenti dei protagonisti, con una sensibilità a volte quasi femminile. Fedele la descrizione delle usanze e dei costumi dell’epoca in cui si svolge la storia. Delicata e al tempo stesso realistica la descrizione dei nostri eroi. Si percepisce il grande amore e la struggente nostalgia dell’autore della sua amata terra.
Anna Di Paola Barberini
 

18-09-2019

C’è tutto il mondo giovanile di Salvatore Cirotto nel romanzo "Il fuoco dell’amore" (edito nel 2018 da Susil edizioni), ambientato negli anni Cinquanta nella terra d’origine dell’autore, la Sardegna. Emozioni, pulsioni, ambienti, personaggi, rivissuti e descritti a distanza di anni con la partecipazione, la curiosità e l’interesse del giovane che lui era al tempo, ma saggiamente filtrati dalla sensibilità e dall’esperienza di oggi. La lente della “rimembranza” ammorbidisce i contorni, delinea e caratterizza i personaggi, descrive i paesaggi con toni che dalle notazioni ambientaliste precise e dettagliate, quasi fotografiche, sfumano nei toni intimisti ed elegiaci del ricordo e della nostalgia. Più che i personaggi che si muovono sulla scena, che vivono le loro storie, protagonista del racconto è l’amore profondo e viscerale di Salvatore Cirotto per la sua terra, le sue tradizioni, fedelmente descritte, per la natura selvaggia e forte di quel lembo di Sardegna in cui è cresciuto, con il suo mare, i suoi colori, il maestrale che srotola le onde sulle spiagge e spazza le vie del paese, i cui abitanti sembrano anch’essi parte del paesaggio. La narrazione, come rivela anche il titolo del romanzo, è improntata a un filtro privilegiato: l’attenzione alle pulsioni erotiche dei personaggi, giovani e meno giovani, che si lasciano trasportare dal “fuoco dell’amore”, le cui intriganti e imprevedibili dinamiche restano in gran parte ammantate di mistero agli occhi del giovane autore che le osserva e le descrive. La prosa gradevole e il ritmo privo di caduta di toni rendono la lettura del romanzo adatta a un vasto pubblico di lettori.

Milena Di Marco

17-09-2019

Opera prima di Salvatore Cirotto, ma come ne avesse scritto altre da autore consumato. “Il fuoco dell’amore” è un bel racconto, piacevolissimo, che si legge tutto d’un fiato. Salvatore Cirotto è nato in Sardegna e non dissimulando le proprie origini manifesta, in questa sua composizione, tutta la passione che nutre per la sua terra sino ad elevarne un inno alle sue antiche tradizioni, ai suoi costumi. Questo breve commento, pertanto, vuole essere un auspicio perché non lasci che questo suo lavoro sia il primo ed anche l’ultimo, ma che riprenda la penna e che dia sfogo alla sua creatività narrativa, sinora tenuta repressa, e che ci racconti non solo della sua Sardegna, ma anche dell’esperienza della sua vita lavorativa trascorsa. Ed avrebbe tanto da raccontare.

Aldo Morelli

16-09-2019

Letto, si può dire, tutto d’un fiato. Piacevole, scorrevole, acuta e sensibile l’introspezione dei caratteri e dei sentimenti dei protagonisti, con una sensibilità a volte quasi femminile. Fedele la descrizione delle usanze e dei costumi dell’epoca in cui si svolge la storia. Delicata e al tempo stesso realistica la descrizione dei nostri eroi. Si percepisce il grande amore e la struggente nostalgia dell’autore della sua amata terra.

Anna Di Paola Barberini