Il fuoco dell'amore

di Cirotto Salvatore

 
“Il vigore dei trent’anni di Giovannimaria l’ha investita in pieno, donandole nuova linfa e ristoro, come un’onda lunga, sospinta sulla spiaggia dalla forza del maestrale, impregna, ritirandosi, tutta la marina”.

Opera prima di Salvatore Cirotto, ma come ne avesse scritto altre da autore consumato. “Il fuoco dell’amore” è un bel racconto, piacevolissimo, che si legge tutto d’un fiato. Salvatore Cirotto è nato in Sardegna e non dissimulando le proprie origini manifesta, in questa sua composizione, tutta la passione che nutre per la sua terra sino ad elevarne un inno alle sue antiche tradizioni, ai suoi costumi. Questo breve commento, pertanto, vuole essere un auspicio perché non lasci che questo suo lavoro sia il primo ed anche l’ultimo, ma che riprenda la penna e che dia sfogo alla sua creatività narrativa, sinora tenuta repressa, e che ci racconti non solo della sua Sardegna, ma anche dell’esperienza della sua vita lavorativa trascorsa. Ed avrebbe tanto da raccontare.
Aldo Morelli

Letto, si può dire, tutto d’un fiato. Piacevole, scorrevole, acuta e sensibile l’introspezione dei caratteri e dei sentimenti dei protagonisti, con una sensibilità a volte quasi femminile. Fedele la descrizione delle usanze e dei costumi dell’epoca in cui si svolge la storia. Delicata e al tempo stesso realistica la descrizione dei nostri eroi. Si percepisce il grande amore e la struggente nostalgia dell’autore della sua amata terra.
Anna Di Paola Barberini
 

 

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