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Un giallo irrisolto

TOMO III
 
di Capitani Michele

 

“Odio quel Mare AlfaBeta invadente,
che con le sue fluide e lucenti onde
carezza il tenero e delicato tuo intercrurale;
e i ruffiani raggi di quel Sole Onnipresente che asciuga,
coccola e ricarica l’incontrovertibilità Beta e Alfa;
e quel iniziatico lembo sabbioso di fertile Terra
che accoglie l’adorato ganglio saffico pluridimensionale;
e amo il mio pensiero, condotto dall’Aria,
a fondersi col tuo intimo, abbracciati,
dopo un Idrogeno trizio bagno, dall’esterno Etere!
Nobili e leggeri come l’Elio!”,
(Antonius, gens Antonia, Agosto 494 a.C.)

Chi scrive ripercorre una via già sperimentata da altri e nel contempo originale; pur nella consapevolezza che nulla si inventa, richiamando alla memoria un insegnamento Ciarloiano.
Autonomo diventa l’”Io parlante”, lasciandosi trasportare dal libero arbitrio, a contemperanza del Servo arbitrio; che si stacca, senza eluderlo, a seguito dell’operata ricerca dell’altrui voce!
Mantenendo lo spirito del marinaio: curiosità, conoscenza, sapere, divulgazione …. ! Il filo conduttore della storytelling e della romanza, giallo e sottile (l’eleganza la decidono i Lettori, senza distinzione alcuna), è la trama spirituale dall’anima bianca; alla ricerca costante, lievemente convulsa, del significato della vita e della morte.
Il lavoro proposto è caratterizzato da attività di ricerca e studio per nuove tecniche letterarie o artistiche (narrative, poetiche, scultoree, pittoriche, musicali, etc.) come innovazione rispetto alla romanza ottocentesca “affetta” da romanticismo, resistente a morire, nonostante la rivoluzione industriale abbia reso l’uomo industrializzato o materialista.
(dalla prefazione)


 

 
 

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