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Estrildidi

VOLUME 1
 
di Pagliei Luigi

 
Parlare di astrildi è come parlare di volubilità e sotto certi aspetti, anche di variabilità nei gusti e nelle mode. Tanto per cominciare, quando iniziai, verso la fine degli anni '70, ad interessarmi di uccelli da gabbia e da voliera, gli astrildi non esistevano. Con questo, non si fraintenda, non intendo che non si trovavano specie appartenenti a questa Famiglia nei mercatini della Domenica o nei forniti negozi di animali (che allora avevano proprio animali in vendita e non erano semplici supermercati di cibi ed accessori), ma che proprio non esisteva la Famiglia degli Estrildidi. ...Nessuno si occupava di questi uccellini, e quei pochi (in Italia) che allevavano astrildi lo facevano soprattutto nei confronti del difficilissimo, rarissimo e costosissimo Diamante di Gould (Erythrura gouldiae) “che va allevato solo a 30°C pena la morte!” e pochi altri, ed il motivo era che per questi le frontiere (dall'Australia) erano già chiuse da tempo. E quando infine chiusero finalmente le frontiere africane (all'inizio del nuovo millennio) questo creò il settore, stimolando da un lato la riproduzione delle sparutissime popolazioni di Diamanti australiani e dall'altro inducendo i possessori di quegli ultimi Uccellini dei Mercatini a cimentarsi nella loro riproduzione. Nuove generazioni di allevatori da Social Forum si affacciarono alla ribalta di un settore (in generale) che fino ad allora era stato quasi terreno esclusivo di pensionati appassionati. ...Insomma, anche se la tentazione di rimpiangere i bei tempi andati è sempre stimolante, io credo sia molto meglio oggi, con molti meno schiavi strappati alla vita libera ed uccisi in gran numero nel viaggio verso i nostri mercatini, con maggiori conoscenze e soprattutto con ragazzi e ragazze entusiasti e molto preparati mediamente. Dalla prefazione di Andrea Miraval