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Liber Quinque Librorum

III E IV LIBRO DEI DEFUNTI - PARROCCHIA SAN GIULIANO - VILLANOVA TULO
 
di Floris Maria Bonaria

 
Lo studio degli atti di morte della parrocchia di Villanova Tulo contenuti nel III volume dei quinque libri della medesima e scritti nel periodo compreso fra il 1675 e il 1696, facendo seguito allo studio degli atti di morte scritti nei due registri precedenti, intende fornire ai lettori e agli studiosi di storia locale quei dati di provenienza ecclesiastica che, integrando la documentazione governativa, concorrono ad arricchire la conoscenza della comunità villanovese del ‘600. Dobbiamo, infatti, ricordare che, soprattutto dalla seconda metà del ‘600 in poi, la registrazione degli eventi parrocchiali fu effettuata dai parroci con maggior cura rispetto ai decenni della prima metà del secolo e che questa migliore disponibilità dei sacerdoti, evidente sia per quanto concerne il tenore sia per quanto concerne lo stile dei documenti prodotti, fu a tutto vantaggio di una più completa registrazione degli eventi storici del tempo. Anche per questo motivo possiamo affermare che i “Libros de los Difuntos” della parrocchia di San Giuliano di Villanova Tulo, come in generale tutti i libri dei defunti di tutte le parrocchie del passato, si rivelano di straordinario interesse storico. E’ appena il caso di ricordare che studiando nel loro insieme i dati desunti dai primi quattro registri parrocchiali di Villanova Tulo, ovvero a partire dall’anno 1599 fino al 1715, è possibile non solo farsi un’idea abbastanza attendibile della connotazione socio-economica della villa in quei due secoli ma anche degli inevitabili mutamenti che nel frattempo si verificarono in essa. Per quanto riguarda lo studio e l’analisi di tutto questo materiale documentale, il lettore troverà il lavoro suddiviso in diverse sezioni ed espressamente in una prima parte troverà gli atti di morte scritti nel III Libro dei quinque (1675-1696), atti distinti per anno e presentati sia nella lingua originale, che è il castigliano antico, sia nella traduzione in lingua italiana moderna. Detto studio proseguirà con la traduzione, trascrizione ed analisi degli atti scritti nel registro successivo (il IV, 1675-1715), anch’essi distinti per anno e presentati tanto nella antica lingua spagnola quanto nella loro traduzione in italiano. Un’ultima annotazione: in ambedue le versioni i nomi propri indicanti le persone e i toponimi indicanti le località agricole saranno presentati nella forma in cui furono scritti nei documenti originali.