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Un giallo irrisolto

TOMO IV
 
di Capitani Michele

 
Without words! (Senza parole). Ma, non perché queste siano venute a mancare! Piuttosto, in adagio all’antico e ancestrale detto nuragico, secondo il quale: “Sa kosa et kini est in prus no serbidi at nudda!” (Ciò e chi è in più non serve a niente!). Pone in opera, ancora una volta, cedendosi al genuino insegnamento di sano e coinvolgente stile giornalistico e libertà intellettuale, rinvenibile tra i professionisti editorialisti sardi, a suo tempo letti, quali: G. Massa, G. Fiori, G. Filippini invitandolo a un ripensamento; stante che, comincia a mancare la graziosità del suo scrivere, che conduceva a leggere fra le rughe di quell’“Io parlante”, con solerte attenzione e senza soluzione di continuità, per cogliere il senso più profondo dell’animo dello scrittore, M. Manunza confidando di vederlo quanto prima all’opera per una nuova cronaca, A. Murroni, A. Berlinguer con particolare apprezzamento, E. Dessì e altri professionisti quali Masala, O. Olita, E. Biagi, F. Fazio anche se sembrerebbe aver smarrito un poco di biagi, G. Mughini - F. Birocchi a braccetto per farne un corpo unico, unitamente a N. Scano, sofferente di colpi di sonno improvvisi, in occasione di incontri per aggiornamento professionale di quella sua prima e unica Giunta, I. Alpi, C. Augias, P. Angela, M. Travaglio perché và molto d’accordo con G. Paragone, supportati dalla lealtà di P. Gomez e insidiati da B. Servegnini e M. Giordano come quarto pilastro(sic!), in attesa di E. Mentana (Tivoli, 3 Nov 1867) che, assumendo un atteggiamento ancora garibaldino, sostiene la mancata necessità di concedere altri tre anni per rivedere la storia di Pio IX; il cui dogma sembrerebbe definitivamente “sciolto”, stando alle ultime notizie! Suggerendo, nel contempo, che al Napoleon e confraternita, provvederanno gli amici del Capitan citato nel complessivo lavoro in mano, senza l’intervento del Conte di Cavour, se non per interposta persona. Non necessitando Porta Pia (mura aureliane) di nuovo “sfondamento”! Biolchini, che gli amici più sinceri, capeggiati da Cambosu il Vecchio, chiamano il “Che”; canticchiando la canzone dei cugini di campagna “Anima mia”! L. Gruber anche per darne, ulteriormente, atto all’amico Giampaul, B. Palombelli in procinto di “esplodere” in correlazione del nome imposto, C. Calabrese, H. C. Cossu, G. Botteri, Matilde Serao, D. Bignardi, B. Alberti che non conosce vetustà, C. Calabrese, L. Annunziata della quale gli intervistati, non di rado, paventano paura di essere dal lei menati, T. Ferrario, E. Sciarelli, M. L. Busi a valere anche come confermazione in ordine a quanto riportato in relazione alla Gruber, I. Colucci, B. Scaramucci, V. Saba, E. Sechi che, nel frattempo, è riuscita a liberarsi di quell’Andrea facendolo eleggere deputato della Repubblica, A. Mancuso, M. Spigonardo, L. Berti, N. Rangeri, C. Pinna per la sua religiosità, chiude F. Zoccheddu, la quale annuncia: la quota rosa tamarix è rispettata! Etc., etc.. Atteso che, non possono essere ricordate tutte le brave “penne”, neanche a volerlo, pur dovendosi attenere, nel caso, a altri contemporanei, soprattutto locali, e del recente passato. Con sentito rispetto e considerazione, riconoscenza e doverosa “sottomissione”! Quest’ultimo aspetto però, unicamente, perché lo scrivente odierno non è riuscito a rintracciare un sinonimo di quest’ultimo termine, più calzante! Con invito a proseguire la lettura di quanto a seguire...! Good learning, my dear followers!
 

 
 

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