Acquista € 25.00
 

Con gli occhi del dopo - Volume 2

LA PENNA PRESTATA
 
di La Rocca Tommaso

 
Questo libro me lo hanno ispirato alcuni eventi e momenti che ho vissuto. Al tempo del mio servizio militare dell’Ottobre1969, dopo qualche giorno ch’ero giunto alla Caserma del CAR di Oneglia di Imperia, mi s’accosta un’altra recluta per chiedermi qualcosa, con un atteggiamento che tradiva ancora timore e tremore, ma anche sicura fiducia. Mi disse che aveva bisogno di un favore particolare,  che solo a me si sentiva  di chiederla. “Ieri ho ricevuto - cominciò mostrandomela - questa lettera della mia ragazza”. Abbassò gli occhi a terra e continuò: “Io non so leggere”. E allungandomela aggiunse: “Ma la puoi leggere tu? Solo di te io mi fido”.  Mi assalirono dei brividi, che mi ritornano ancora ora al solo ricordare questa storia.  Abbassai la testa anch’io verso terra per non tradire la commozione, che sentivo assalirmi dentro. Gliela presi e iniziai lentamente. La ragazza, prima del solito inizio: “Caro…”, aveva premesso alcune righe preliminari in alto, che ricordo ancora bene, come stampate nella mia memoria: “Non so chi sia tu che leggi questa lettera al mio ragazzo, ma so che se lui si è rivolto a te per questo è perché si fida totalmente di te. La sua gelosia per me è tale che non avrebbe mai consentito ad altri di introdursi nei nostri sentimenti. Se lui l’ha fatto con te, è solo perché dentro di sé è diventato tuo vero amico. E se ha avuto lui fiducia in te, ce l’ho anch’io; e credo che posso diventare tua amica anch’io.  Ti pregherei perciò non solo di leggergli questa mia lettera, ma anche di prestargli la tua penna per rispondermi, perché lui non sa scrivere. Te ne sarà riconoscente per sempre. Te ne sarò anch’io”. Dovetti prendere respiro prima di continuare. Il seguito della lettera gliel’ho letto dopo una pausa e lentamente. Lui quelle parole della prima lettera della propria ragazza deve essersele di sicuro stampate   eternamente nella propria memoria. Come pure la ragazza quelle della lettera di risposta… Da quel momento per circa due mesi ne lessi e scrissi ancora di simili lettere… Al termine del CAR, prima di separarci, mi confessò: “beato te che hai imparato a leggere e scrivere…hai fatto beati anche me e la mia ragazza, prestandomi la tua voce e la tua penna. Grazie. Te ne è grata anche lei”. …Mi ricordai, mi ricordo ancora, di mia madre, analfabeta, orgogliosa di aver “fatto un figlio che aveva imparato a leggere e scrivere”… Me ne sono ricordato anche quando, dopo aver pubblicato “Con gli occhi del dopo”, m’è capitato negli ultimi cinque anni di incontrare per strada molti che mi pregavano: ”Devi prestare ora anche a noi la tua penna. Noi raccontiamo e tu scrivi”... (Dalla Prefazione)