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Femminismo da non credere

UN'IDEOLOGIA D'ODIO CHE DISCRIMINA I MASCHI MINANDO I RAPPORTI TRA UOMINI E DONNE
 
di Etzi Bruno

 

Il femminismo è nato come un'ideologia ambigua. Da una parte una tendenza egualitaria (equity feminism) che si proponeva il giusto obbiettivo della parità dei diritti. Dall'altra un variopinto pensiero radicale (gender feminism), declinato in varie forme legate dall'odio per il maschio come comune denominatore. Negli anni ’70 le battaglie femministe erano state vinte. Il diritto di voto, il divorzio, e persino l’aborto erano legge. Per continuare ad esistere bisognava fingere che le conquiste ottenute fossero solo forma e apparenza. Le femministe di professione iniziarono così a inventare pseudo-discriminazioni da sanare che garantivano riconoscimenti pubblici, spazi di egemonia culturale e grassi finanziamenti statali. La lunga campagna mediatica anti-maschio ha reso così possibile la nascita di leggi apertamente discriminatorie verso il sesso maschile, culminate nella Ley Organica spagnola contro la “violenza di genere” del 2004 che in pochi anni ha permesso l'arresto di oltre un milione di innocenti.