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13-06-2020 - di Maurizio Pierluca Sulas, Direttore Editoriale Susil Edizioni

Vendita autonoma e adempimenti fiscali del proprio libro.


Vendita autonoma e adempimenti fiscali del proprio libro.


Marzo 2018. Irene ha 25 anni, è una studentessa universitaria di lettere, attività alla quale si dedica a tempo pieno, ed ha finalmente realizzato uno dei suoi sogni, pubblicare un libro.
Ha ricevuto le copie del libro ed ora è arrivato il momento di venderle.
Pubblicando in Total Publishing, Irene vende autonomamente tutte le copie del suo libro che, oltre ad essere disponibile in tutti i bookstore online, può essere venduto in diversi modi: direttamente, tramite presentazioni, il proprio sito internet o blog, i vari social network oppure attraverso accordi specifici, con librerie o edicole (conto vendita).

Prima di iniziare a vendere il libro Irene decide di informarsi meglio e scopre che la pubblicazione di libri rientra nella categoria indicata dalla legge n. 633 del 1941 (e successive modifiche) “Protezione del diritto d'autore e di altri diritti connessi al suo esercizio”.
Irene pone molta attenzione su alcuni articoli in particolare:
Art. 1 “Sono protette ai sensi di questa legge le opere dell'ingegno di carattere creativo che appartengono alla letteratura, alla musica, alle arti figurative, all'architettura, al teatro ed alla cinematografia, qualunque ne sia il modo o la forma di espressione.
Sono altresì protetti i programmi per elaboratore come opere letterarie ai sensi della convenzione di Berna sulla protezione delle opere letterarie ed artistiche ratificata e resa esecutiva con legge 20 giugno 1978, n. 399, nonché le banche di dati che per la scelta o la disposizione del materiale costituiscono una creazione intellettuale dell'autore”.
Art. 2 “In particolare sono comprese nella protezione:
1) le opere letterarie, drammatiche, scientifiche, didattiche, religiose, tanto se in forma scritta quanto se orale;”.
Art. 12 “L'autore ha il diritto esclusivo di pubblicare l'opera. Ha altresì il diritto esclusivo di utilizzare economicamente l'opera in ogni forma e modo, originale o derivato, nei limiti fissati da questa legge, ed in particolare con l'esercizio dei diritti esclusivi indicati negli articoli seguenti.
È considerata come prima pubblicazione la prima forma di esercizio del diritto di utilizzazione”.

Imparato questo Irene inizia ad avere le idee più chiare, la pubblicazione di libri è protetta dalla legge sul diritto d'autore ed è ricollegabile alle opere dell'ingegno.
La vendita di opere dell'ingegno può essere classificata come occasionale ed è quindi assoggettata alla relativa normativa (art. 54 bis, legge 21 giugno 2017, n. 96 di conversione del decreto legge 24 aprile 2017, n. 50).
Leggendo inoltre nel sito dell'INPS Irene si informa anche sulle prestazioni di lavoro occasionali, che sono strumenti che possono essere utilizzati dai soggetti che vogliono intraprendere attività lavorative in modo sporadico e saltuario.

Specificato questo ulteriore punto, Irene inizia a chiedersi cosa accade dal punto di vista fiscale. Essere autrice è diverso dall'essere venditrice del proprio libro e richiede di provvedere a degli adempimenti sui quali è bene fare attenzione e dedicare un po' di tempo per chiarirsi meglio le idee. 

Irene si informa e scopre che al momento della vendita va sempre rilasciata una ricevuta in duplice copia (una da conservare e consegnare al commercialista e una da consegnare a chi acquista il libro), per avvalersi del regime fiscale e contributivo riservato anche agli Autori, dovrà riportare su fatture e ricevute emesse in occasione della vendita dei libri, la seguente dicitura: “Prestazione in diritto d’autore non imponibile IVA ai sensi dell’art. 3, comma 4, lettera a) del DPR 63/1972”.
La lettera a) del comma 4 infatti esclude dal campo di applicazione dell'imposta le operazioni connesse al diritto d'autore se effettuate dall'Autore stesso, dai suoi eredi o da eventuali legatari.

Chiarito questo punto ci troviamo di fronte a 3 diverse ipotesi:
1) un Autore ha come reddito solo quello derivante dal libro ed in ogni caso non supera i 5.000 euro netti di guadagni in un anno solare;
2) un Autore oltre al reddito derivante dalle vendite del libro, ha un'ulteriore reddito da diversa attività che non sia assimilabile a quella di scrittore (esempio un ingegnere che pubblica un romanzo);
3) un Autore supera i 5.000 euro netti di guadagni derivanti dalla vendita del libro in un anno solare, oppure ha un'ulteriore reddito derivante da un'attività assimiliabile a quella di scrittore (esempio un giornalista che pubblica un libro).

Vediamo più in dettaglio i 3 casi:
1) Sappiamo che Irene è una studentessa universitaria, non lavora e non ha reddito.
Questo caso può ricondursi a quello delle prestazioni occasionali.
Cosa deve fare la nostra scrittrice? Dovrà semplicemente conservare copia delle ricevute delle copie vendute e se a fine anno, il totale delle vendite non supererà i 5.000 euro netti, null'altro sarà dovuto e non sarà necessaria nessuna dichiarazione dei redditi.
Esempio 1:
Irene ha acquistato 500 copie del suo libro che ha un prezzo di copertina di 15,00 Euro; pubblicando in Total Publishing mantiene il 100% del prezzo di copertina su tutte le copie vendute.
Da Marzo a Dicembre, Irene vende 250 copie del suo libro tramite i vari canali, arrivato il momento di calcolare il suo reddito per la dichiarazione, Irene dovrà fare un semplice calcolo, dovrà prendere la sua copia delle ricevute, verificare l'effettivo numero di libri venduti e moltiplicarlo per il prezzo di copertina: 250x15,00= 3.750,00.
Non superando la soglia dei 5.000 euro annui di rendite da lavoro occasionale, Irene non deve preoccuparsi di nient'altro.
2) Siamo a Febbraio del 2019, Irene si è laureata e per mantenersi ha iniziato a lavorare come barista, in attesa di trovare un lavoro da giornalista, come ha sempre sognato.
In questo caso Irene può sempre ricorrere al regime di prestazione occasionale per la vendita dei suoi libri; chi ha già un lavoro alternativo che non sia riconducibile con l'attività di scrittore, non ha bisogno di partita IVA (sempreché il lavoro principale non lo richieda), in quanto l'attività di scrittura garantisce un guadagno extra.
Per poter usufruire del regime di prestazione occasionale e quindi essere esentati dal pagamento delle tasse, devono essere rispettati detereminati requisiti imposti dalla legge:

- non deve trattarsi di attività di scrittura abituale;
- l’attività di scrittore deve essere svolta in modo non professionale;
- l’attività di scrittore non deve essere svolta con continuità;
- non deve esserci una coordinazione.
Anche in questo caso la somma di tutti i compensi percepiti come lavoratori occasionali, non può essere superiore ai 5.000 euro netti in uno stesso anno solare.
Esempio 2:
Sappiamo che Irene ha inziato a lavorare in un bar e che quindi da quest'anno ha un reddito.
Per il suo lavoro percepisce 1.000 euro netti al mese più la tredicesima che per semplificare calcoliamo sempre come se fosse pari a 1.000 euro.
Ad Irene sono rimaste 250 copie del suo libro, che riesce a vendere tutte durante il corso del 2019.
Per il calcolo dei redditi dovrà procedere in questo modo:
Reddito da lavoro dipendente: 13x1.000=13.000 euro
Reddito da prestazione occasionale: 250x15,00= 3.750 euro
Totale reddito= 16.750,00 euro.
In questo caso però sappiamo che il lavoro di Irene (barista) non è in nessun modo riconducibile a quello di scrittice e quindi Irene dovrà pagare le tasse solo sul reddito da lavoro dipendente.

3) Siamo nel 2020, Irene ha 27 anni, sono passati 2 anni da quando ha pubblicato il suo primo libro, è riuscita a vendere tutte le copie acquistate ed ora ha deciso di pubblicarne uno nuovo.
Piano piano è riuscita a farsi conoscere, ha creato un buon rapporto con i suoi lettori che impazienti le chiedono il seguito del suo romanzo.
Irene non lavora più come barista e si dedica a tempo pieno al lavoro di scrittrice. Decide di pubblicare 1.500 copie e riesce a venderle tutte nel corso dell'anno, sempre con un prezzo di copertina di 15,00 euro.
Esempio 3:
Conosciamo bene la soglia dei 5.000 euro netti che in questo caso è stata ampiamente superata.
Irene ora è una scrittirce di professione e in quanto tale non potrà più valersi del regime di lavoratrice occasionale ma dovrà avere una sua partita IVA e provvedere a tutti gli adempimenti fiscali del caso.
Irene si informa e scopre che le opere dell’ingegno godono di un particolare beneficio fiscale, ovvero: le deduzioni forfettarie pari al 25% sull’imponibile lordo, che diventa il 40% se l'autore, nell’anno di imposta, non ha ancora compiuto 35 anni.
In fase di dichiarazione dei redditi Irene dovrà considerare che:
Guadagni lordi: 1.500x15,00= 22.500 euro
Deduzione 40% (perché Irene ha meno di 35 anni)= 9.000 euro
Compenso netto= 13.500 euro
Rit. Acconto 20%=2.700 euro
Irene pagherà le tasse sui 13.500 euro, ai quali dovrà aggiungere i compensi spettanti all'INPS, all'INAIL e gli altri oneri previsti dalla legge.

Siamo nel 2021, Irene ha realizzato il suo sogno ed è diventata una giornalista freelance.
Svolgendo un'attività assimiliabile a quella di scrittore (giornalista) allora i redditi derivanti dalle vendite del libro, dovranno sommarsi a quelli del lavoro principale e, come professionisti, si dovrà essere in possesso di partita IVA; possiamo indicare l'Art. 53 del Tuir “sono redditi di lavoro autonomo quelli che derivano dall’esercizio di arti e professioni compresi i redditi derivanti dall'utilizzazione economica, da parte dell’autore o inventore, di opere dell’ingegno se non sono conseguiti nell’esercizio di imprese commerciali”.
Per esercizio di imprese commerciali si intende “l’esercizio per professione abituale, ancorché non esclusiva, delle attività indicate nell’articolo 2195 del codice civile, e delle attività indicate alle lettere b) e c) del comma 2 dell’articolo 32 che eccedono i limiti ivi stabiliti, anche se non organizzate in forma d’impresa”.
Sul totale dei ricavi verrà calcolata la ritenuta d'acconto IRPEF pari al 20% o in base allo scaglione nel caso di reddito cumulato.
Irene decide di pubblicare una seconda edizione dell'ultimo romanzo, sempre 1.500 copie ad un prezzo di copertina di 15,00 euro. A questo reddito va però aggiunto quello da giornalista che è pari a 5.000 euro annui.
Esempio 4: 
In fase di dichiarazione dei redditi Irene dovrà considerare che:
Guadagni lordi: 1.500x15,00= 22.500 euro + 5.000 euro = 27.500 euro
Deduzione 40% (perché Irene ha meno di 35 anni) solo sui 22.500= 9.000 euro
Compenso netto= 18.500 euro
Rit. Acconto 20%=3.700 euro
Irene pagherà le tasse sui 18.500 euro, ai quali dovrà aggiungere i compensi spettanti all'INPS, all'INAIL e gli altri oneri previsti dalla legge.

Articoli di riferimento: art. 54, comma 8, del DPR n. 917/86 ed art. 73, comma 1, del DPR. n. 917/86.

Concludendo, specifichiamo che questo articolo è riassuntivo e semplificato, ed è stato scritto al solo scopo informativo, per dare un'idea agli scrittori su quali siano gli eventuali adempimenti fiscali.
Invitiamo pertanto gli Autori a rivolgersi al commercialista di fiducia per essere assistiti e consigliati riguardo la propria posizione contributiva.

Fonti:
Codice Civile
www.fiscomania.com
www.fiscooggi.it
www.inps.it
www.tasse-fisco.com